Avvertenze

Non sono alla ricerca di rendere visibile questo spazio. Non m'interessa e scrivo quindi di conseguenza.
Lo sai da subito.
Viaggio moltissimo e qui appunto, quando ho voglia, quello che mi fa riflettere e mi tiene occupato oltre al lavoro durante i tanti spostamenti: libri, musica, cibo, posti da vedere, fantasie e riflessioni in generale. Sono queste, per ora, le aree principali dei post.


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venerdì 17 giugno 2011

Una cosa MICAMALE che non farò mai più

Al.......a ed Ar....o sanno andare per mare.
Lo capisci immediatamente. Appena li vedi.

Il Taxi mi ha lasciato all'ingresso della marina di Point a Pitre.

Nonostante la stanchezza, la sacca in spalla non mi ha dato problemi: la voglia di risalire in barca mi avrebbe fatto superare qualsiasi fatica, anche il fastidio che l'umidità pazzesca di quella sera mi ha dato alla cicatrice.

Con questo stato d'animo li ho incontrati.
Con questo stato d'animo sono risalito a bordo: dall'altra parte del mondo per imparare.

E qualcosa ho imparato, accidenti se ho imparato.

Una lezione su tutte: saper andar per mare non mi basta.
La barca è una sfida con la natura, con gli altri e con se stessi.
La barca sta smussando il mio caratteraccio, e quell'esperienza mi ha dato chiaramente un modello di riferimento: io non voglio essere come i miei ospiti doppia A. Mai.

Il mare deve unire. Chi cerca un qualsiasi pretesto per discutere, polemizzare, entrare in competizione, dovrebbe fare altro, oppure, quantonemo evitare di prendere persone a bordo.

Ma tant'è. E così è stato: utile a mettere la mia notoriamente scarsissima pazienza a dura, durissima prova. Fortunatamente superata.

Così alla fine, l'esperienza è stata veramente MICA MALE, ma oggi ripensandoci mi viene in mente il libro fantastico di David Foster Wallace e con serenità dico: una cosa mica male (charter) che non farò mai più!

M.


PS

un post di servizio per riprendere in mano la tastiera, la cui vera utilità è segnalare la lettura di: "Una Cosa Divertente Che Non Farò Mai Più" . Seppur da crociera, sempre di barca si parla. Geniale



Immagini dal WEB

martedì 2 febbraio 2010

Le pagine mancanti

“Non mi piace affatto, ma oggi sicuramente farò ciò che si aspettano da me: meritano un riconoscimento per come mi hanno accolto”.

Marina stava pensando a questo mentre l’auto proseguiva spedita verso il parcheggio dei TIR. Lei continuava a fissare Olli e sua madre Emilia attraverso lo specchietto retrovisore, ma i due sembravano troppo assorti anche per la minima interazione.
Così rimase ferma, immobile, ma ormai aveva deciso.
Neanche il caldo torrido la intimoriva più.

Appena fermati, Marina non attese le solite preghiere: uscì con l’agilità che i suoi due accompagnatori non pensavo più lei potesse avere.

Toccato l’asfalto Marina capì, chiaramente, di essere contenta come non lo era mai stata: non sarebbe rimastata più sola. Almeno così credeva dal giorno in cui fu raccolta proprio in quel parcheggio e continuò a crederlo anche dopo che la macchina andò via sgommando senza di lei. Continuò ostinatamente a credelro fino a quando i suoi zoccoli affondarono completamente nell'asfalto bollente di una calda giornata d'agosto in Sardegna.

In quell'istante Marina smise di essere una capra contenta e.........

Ho immaginato così, a modo mio, un passaggio di Palline di pane di Paola Mastrocola.

Mi capita spesso di chiedermi cosa possano effettivamente pensare i personaggi di un romanzo, mentre la narrazione li sfiora solamente, privandoci così delle loro riflessioni, escludendoli dal finale e lasciandoci nel dubbio sui loro destini.

Si, me ne rendo conto, non ha molto senso: più importante in questo caso mettere in luce i luoghi comuni, i pregiudizi e dare compimento alla storia, però l'unica cosa che mi sia veramente rimasta di Palline di Pane è proprio capire dove sia finita la capra Marina.


....delusa dalla vita, Marina ora vive su un albero. Ne ho le prove!

M.

immagine dal web

sabato 16 gennaio 2010

Le rose nei libri



Non è una novità: nei libri ci si possono trovare le rose. Con i petali secchi e schiacciati. A volte anche con tutto lo stelo.

A me però non è mai piaciuto girare pagina e ritrovarmi esemplari imbalsamati di flora: mi fanno impressione. Non mi piacciono.

Ho scoperto che però non tutte le rose mi fanno lo stesso effetto. Le due trovate in venuto al mondo della Mazzantini mi hanno invece emozionato.
Come tutto il romanzo d’altronde: bello da far male. Come una rosa.
M.








PS
Durante i tre anni d’assedio di Sarajevo, le montagne circostanti la città erano infestate dagli orsi, così venivano chiamati i cecchini.
Oltre a sparare con i loro fucili di precisione, gli orsi hanno lanciato moltissime granate sui civili: hanno ucciso migliaia di persone e flagellato interi quartieri.
Finito l'assedio, i cittadini di Sarajevo hanno deciso di riempire le buche con della resina rossa. Questo è uno dei tanti modi con cui Sarajevo ricorda chi rimase ucciso da quelle granate.
Le rose di Sarajevo sono nate così, più i petali, più i caduti.
Io le ho scoperte tra le pagine di Venuto al mondo.
Trovo questo drammaticamente molto bello.
www.sarajevoroses.com
http://www.flickr.com/search/?q=sarajevo+rose

domenica 26 ottobre 2008

Un cosa da nulla

Manifestare le proprie emozioni in pubblico credo sia per molti un desiderio irrefrenabile, per altri non necessariamente. Non è una cosa da nulla.
A me spesso imbarazza, ma è inevitabile se ti trovi a leggere "una cosa da nulla", il secondo libro di Mark Haddon, in aereo.

Ci sono libri da leggere tutto d'un fiato. Storie coinvolgenti: intrighi e passioni.
Per altri arrivare in fondo è solo questione di dare un senso alla lettura, oppure godere del colpo di genio.
Un cosa da nulla è un po’ di tutto questo, sotto le vesti di quello che sullo schermo potrebbe arrivare come commedia “all’americana”. Di quelle che a priori non possono piacerti, ma a posteriori ti fanno venire rabbia perché invece ti sono piaciute, ti hanno fatto anche riflettere molto e ti chiedi come sia possibile: "a me quel genere non piace".

Ma tant'è: un libro leggero, con punte di malinconia e trenta pagine finali di grandissimo divertimento.
Spiegare a chi ti siede accanto perchè stai ridendo a crepapelle?
Un cosa da nulla!
M.

sabato 11 ottobre 2008

2, 3, 5, 7, 11.............

Nel momento in cui siamo presi della fobia del superenalotto, sono stato coinvolto da una lettura in cui i numeri svolgono un ruolo importante: "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte".

Il libro è particolarissimo. Intenso. Diverso. Un io narrante straordinario. Christopher è un adolescente autistico che si trova ad affrontare una quotidianità normale per i più, ma non per lui.

Mark Haddon, ha fatto un incredibile ed efficace "esercizio di stile" alla Queneau: una storia, in cui il punto forte, impattante, è proprio il modo in cui è raccontata.

La bellezza della scrittura mi porta quasi a trascurare, questa volta, la presenza di una bestemmia. Quest’anno è la quarta volta.

Forse mi sono ormai abituato alla novità, ma in questo caso l’ho trovata pertinente: necessaria a calarti nella drammaticità della situazione.

M.

http://books.google.com/books?id=3i44AAAACAAJ&dq=lo+strano+caso+del+cane+ucciso+a+mezzanotte&hl=it

venerdì 12 settembre 2008

Il tempo

Quanto ne è passato, accidenti!
Dal mio ultimo post vero, da quando mi sono fermato a pensare seriemente a cosa fare. Da quando ho seriamente preso qualche decisione importante al di fuori del mio lavoro.
Quanto ne passerà ancora? Vedremo, ho buone prospettive. Qui almeno provo a recuperare con ciò in cui di tempo non ne ho perso: la lettura.

Ho letto abbastanza e qualcosa di cui lasciare traccia è rimasto:

- il migliore amico dell'orso di Arto Paasilinna, divertente ed intelligente;
- il vecchio e il mare di Ernest Hemingway, sempre fantastico;
- fiesta di Ernest Hemingway, non l'avevo letto ancora. Meraviglioso;
- il tailleur grigio di Andrea Camilleri, coinvolgentemente scontato;
- la cattedrale del mare di Ildefonso Falcones, lungamente strepitoso, almeno per chi, come me, adora Barcellona;
- solo i treni hanno la strada segnata di Gabriele Romagnoli. Alcuni spunti geniali, ma troppo diluiti in tutto il resto;
- la buena suerte di Alex Rovira Celma, Fernando Trias De Bes e Alex Rovira: una bella favoletta con morale.

M.

lunedì 12 maggio 2008

Qualcosa in testa

La mia testa da oltre un anno non è più libera. Un pensiero ricorrente la occupa frequentemente.

Provo una profonda invidia per Giovanni Allevi: lui in testa ha la musica. La sua musica: lettura piacevole atraverso aneddoti divertenti e riflessioni importanti.

Piacevole, appunto!

M.

domenica 13 aprile 2008

Non c'è due senza tre: ci risiamo!

Sicuramente ho cambiato il genere delle mie letture: in meno di un mese è la terza volta. Si, la terza volta di una bestemma.

L'ho già scritto, non mi era mai successo in un'intera vita.

Bestemmiare mi ha sempre dato fastidio, così leggerla mi fa sentire violato, irrispettato.

Voglio lanciare un logo tipo Intel: "bestemmia inside". Il lettore, ignaro e forse un po' bigotto, è preventivamente avvisato.

A parte questo, "io non ho paura" è un bel libro. Intenso e piacevole.

Chi ha passato da qualche anno la trentina, sicuramente poi, si ritrova nelle atmosfere di gioco estivo narrate nel libro: eccezionali le gare in bici, le penitenze e la semplicità dello stare insieme.

M.

http://books.google.it/books?id=WXMgGQAACAAJ&dq=io+non+ho+paura

giovedì 10 aprile 2008

Addirittura!

Dell'ultimo libro letto non mi limito a postarne un commento: lo pubblico tutto!
L'Iliade messa in prosa da Baricco vale la pena di essere letta: non ricordavo tanta bellezza.

Operazione letteraria compiuta per adattare il testo alla lettura in pubblico: la narrazione ti tiene incollatto fino all'ultima pagina. La storia è sempre meravigliosa.

Geniale la formula: una seriae di monologhi mediante i quali la storia è nerrata. Uno per ciascuno dei personaggi principali dell'opera. Tranne gli dei. Quelli no. Baricco li ha rimossi per raggiungere il risultato di sintesi necessaria.

Nel link riporto il testo integrale dell'opera: è pubblicato da books.google, un altro servizio straordinario offerto dal motore di ricerca.
Frutto di accordi con editori e le principali biblioteche del mondo, in questo spazio le ricerche avvengono tra i testi e sono disponibili on line centinaia di migliaia di opere integrali.

Buona ricerca e soprattutto buona lettura (sui libri di carta!).

M.

http://books.google.it/books?id=eU8v_TksSkEC&dq=baricco+iliade&pg=PP1&ots=lLdrJJGC9Q&sig=YPO8z7O1NqE7Nuh2QO58pH7fOYc&hl=it&prev=http://www.google.it/search?hl=it&q=baricco+iliade&sa=X&oi=print&ct=title&cad=one-book-with-thumbnail#PPP1,M1

lunedì 7 aprile 2008

I sensi della lettura

Mi sono spesso chiesto se leggere sia solo un fattore visivo. Se per godere appieno di una storia sia necessaria solo la vista.

Ancora una volta Pepe Carvalho dimostra il contrario: seguire le vicende dell'investigatore catalano è un'esperienza da fare coinvolgendo anche il gusto.

Trovo inoltre geniale, in questo caso, la massima: "non mangiare è questione di denaro, mangiare bene è questione di cultura*".

Nel complesso i tre racconti sono piacevoli. Certamente non straordinari.

La lettura mi ha fatto venire voglia di cucina spagnola. Mi sono avventurato a "la Tramoia", in zona don Orione - Roma.

Esperienza da non ripetere: attenzione al cliente assente e soprattutto cibo non fresco: incredibile il pesce maleodorante della paella. Imbarazzante il prosciutto delle confezioni sottovuoto spacciato come Jamon serrano tagliato al coltello.

Assolutamente da evitare. Carvalho avrebbe fatto arrestare il proprietario!

M.

*Nel post originale avevo erroneamente scritto soldi

mercoledì 2 aprile 2008

Tra finzione e realtà: ma fino a che punto?

Cronaca o romanzo? La domanda è ricorrente leggendo questo libro. Mi è piaciuto. Il passaggio dalla storia alla cronaca è molto sottile e la lettura diviene piacevolmente surreale. Sicuramente non un capolavoro, ma certamente piacevole.

Interessanti alcuni spunti decisamente credibili e veramente inquetanti.

M.

mercoledì 26 marzo 2008

La strana coppia

Ci sono situazioni inattese. Inattese sono state anche le similitudini tra gli ultimi due libri letti: "Gomorra" di Roberto Saviano e "Diario di Scuola" di Daniel Pennac.

Innanzitutto la bestemmia. Non mi era mai capitato di leggere un testo in cui fosse riportata in modo esplicito. In entrambi i casi mi ha sorpreso, come mi ha sorpreso la coincidenza: mai in una vita, due volte in una settimana.

Ci sono comunque affinità più importanti tra i due libri. Tra tutte la passione. Non quella raccontata, ma quella fortissima di chi ha scritto per la propria terra, nel primo caso, e per l'insegnamento nel secondo.

Mi piace particolarmente, poi, il messaggio di impegno che emerge in entrambi: il mezzo verso il risultato.

Mi piacerebbe far leggere questi due libri a chiunque abbia figli. Sono certo troverebbe spunti interessanti.

M.

venerdì 7 marzo 2008

La resa: c'è sempre una prima volta

Non ce l'ho fatta. Dopo essere stato fermo su "Amsterdam" di McEwan per quasi un mese, ho deciso di avvalermi del diritto di non leggerlo: abbandono ufficialmente questa lettura. Quando lessi "come un romanzo" di Pennac, mi chiesi se un giorno mi sarei avvalso del diritto alla rinuncia: quel giorno è arrivato. La storia non mi ha mai preso, anche se temo che la lingua in questo caso abbia pesato. Riproverò più in la, per ora sono stato catturato da Gomorra.

M.

sabato 2 febbraio 2008

Viviamo nel mondo che abbiamo sognato

La televisione la guardo poco, ma la sera dell'11 settembre sapevo già da giorni che l'avrei vista: la Roma giocava la champions league contro il Real Madrid all'Olimpico ed io ero a Milano. Ovviamente quella sera ho visto altro. Qualcosa che mi ha colpito più delle torri che si accasciavano: l'esultanza per quanto accaduto, di persone semplici, madri di famiglia e ragazzi. Da quel momento ho iniziato a chiedermi incessantemente da dove potesse venire tanto odio. Cosa avessimo potuto fare loro di così devastante da portarli a gioire difronte ad un massacro di quella portata. John Perkins mi ha fornito alcune risposte con "confessioni di un sicario dell'economia" (minimum fax-2005) .
Decisamene bello.

M.

domenica 27 gennaio 2008

New York

La grande mela mi ha conquistato in tutte le sue forme.
Dovrei fare anche io come Giacomo e prendermi un giorno in più: lo dedicherei al ponte di Brooklyn, trovando il coraggio di attraversarlo a piedi fino in fondo. Del libro mi ha emozionato l'ambientazione. Storie legate a città di cui sono innamorato mi piacciano di più: New York qui è raccontata con discrezione e trasporto.
Una bella lettura alla Fabio Volo con diversi consigli utili sulla città e su……
M.

PS mi ha dato la stessa emozione di "Tatuaggio" con cui sono tornato a Barcellona ed Amsterdam (Vázquez Montalbán 1972) e "L'ombra del vento" che invece mi ha riportato solo a Barcellona (Carlos Ruiz Zafon 2004)

giovedì 24 gennaio 2008

To be or not to be

A quanto pare il mio dubbio si è chiarito, o meglio, ho una certezza di meno: non sono uno stronzo. Sono certo che se leggessero la mia affermazione (cosa assai improbabile), molti ne dubiterebbero. Beh lo farebbero sbagliando, almeno secondo le ironiche teorie di Robert Sutton. Il suo libro contiene un test: l'ho fatto e sono risultato negativo!
Libro divertente anche se a volte banale: se ne può fare a meno, ma leggerlo non disturba.
M.

La casta

Ci sono molte conferme e diverse sorprese.
Leggere un paio di capitoli, anche a caso, credo faccia bene a chiunque: da non perdere comunque l'inizio.



Tragicamente brillante.

M.

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