domenica 28 febbraio 2010
In viaggio con le tessere
martedì 2 febbraio 2010
Le pagine mancanti
Così rimase ferma, immobile, ma ormai aveva deciso.
Neanche il caldo torrido la intimoriva più.
Appena fermati, Marina non attese le solite preghiere: uscì con l’agilità che i suoi due accompagnatori non pensavo più lei potesse avere.
Ho immaginato così, a modo mio, un passaggio di Palline di pane di Paola Mastrocola.
Si, me ne rendo conto, non ha molto senso: più importante in questo caso mettere in luce i luoghi comuni, i pregiudizi e dare compimento alla storia, però l'unica cosa che mi sia veramente rimasta di Palline di Pane è proprio capire dove sia finita la capra Marina.
....delusa dalla vita, Marina ora vive su un albero. Ne ho le prove!
M.
sabato 16 gennaio 2010
Le rose nei libri

A me però non è mai piaciuto girare pagina e ritrovarmi esemplari imbalsamati di flora: mi fanno impressione. Non mi piacciono.
Ho scoperto che però non tutte le rose mi fanno lo stesso effetto. Le due trovate in venuto al mondo della Mazzantini mi hanno invece emozionato.
Come tutto il romanzo d’altronde: bello da far male. Come una rosa.

PS
Durante i tre anni d’assedio di Sarajevo, le montagne circostanti la città erano infestate dagli orsi, così venivano chiamati i cecchini.
Oltre a sparare con i loro fucili di precisione, gli orsi hanno lanciato moltissime granate sui civili: hanno ucciso migliaia di persone e flagellato interi quartieri.
Finito l'assedio, i cittadini di Sarajevo hanno deciso di riempire le buche con della resina rossa. Questo è uno dei tanti modi con cui Sarajevo ricorda chi rimase ucciso da quelle granate.
Le rose di Sarajevo sono nate così, più i petali, più i caduti.
Io le ho scoperte tra le pagine di Venuto al mondo.
Trovo questo drammaticamente molto bello.
www.sarajevoroses.com
http://www.flickr.com/search/?q=sarajevo+rose
sabato 9 gennaio 2010
Sono in pericolo di vita!
Sera tardi. Rosanne ha irresistibilmente voglia di una birra, ma in casa non ce ne è traccia e fuori piove.Piove incredibilmente tanto.
Le strade sono ormai torrenti in piena e le autorità della North Carolaina hanno già chiuso molte strade, ma Rosanne ha voglia, tanta voglia di una birra.
Fuori continua a piovere. Ci vorrebbe un gommone, ma Rosanne ha solo un motorino. Di quelli piccoli. Il motorino è piccolo, ma la sete è grande.
Rosanne vuole una birra, fuori piove e lei non ha un'arca.
Non è Noe, ma ha appena cambiato le ruote al suo "moped": le ruote hanno il battistrada nuovo. Accidenti a non averlo ricordato prima.
Rosanne è finalmente rincuorata.
Si parte, destinazione supermercato.
La traversata del quartiere è meno facile del previsto, ma le nuove ruote la portano finalmente alla sua birra. Tanto vale prendere una cassetta, e nonostante tutti, veramente tutti, suggeriscano a Rosanne di fermarsi nel market ed aspettare che la situazione torni meno spaventosa, per lei non c'è motivo per non ridirigersi verso il suo salotto e finalmente gustare la sua agoniata birra.
La polizia ora ha anche chiuso la sua strada di casa. Ma lei ha le ruote gommate. Ed allora via. Fissate le birre sul portapacchi, Rosanne, in sella al suo cinquantino, sfida la corrente e forza le transenne poste dalla polizia.
L'acqua è sopra le sue ginocchia. Ora nemmeno le ruote gommate la tengono in piedi: la corrente ha la meglio, in un attimo è travolta.
Ma oggi è un giorno fortunato per Rosanne: un poliziotto vede la scena, e nonostante la rabbia per essere stato quasi travolto dal suo mezzo anfibio, trova la forza per contrastare la furia della natura e lanciando una corda porta Rosanne in salvo.
Rosanne è sconvolta. Cerca di dire qualcosa, ma non si capisce nulla di quello che esce dalla sua bocca.
Il poliziotto ha bisogno di aiuti.
Rosanne è in evidente stato di shock.
Tutte le strade ormai sono come gli Everglades.
Adagiata Rosanne sul sedile della sua auto di servizio, il poliziotto cerca di chiamare rinforzi via radio.
Cosa giusta da fare quando si è appena salvato qualcuno, ma non quando quel qualcuno ha una gran voglia di arrivare a casa propria per bersi la sua meritatissima birra: l'occasione è troppo ghiotta per non scappare.
Da provetta nuotatrice, almeno così appare, Rosanne si tuffa nel viale di casa, sparendo nella corrente.
Rosanne è morta così il 3 giungo del 2009.
La madre, intervistata sul folle gesto di sua figlia, ha commentato: le ruote erano nuove, è stato un peccato perdere il motorino. Rosanne ci teneva così tanto!
Ringrazio Rosanne per aver in questo modo migliorato la specie umana. Non a caso si è aggiudicata, come prima donna, il premio Darwin edizione 2009. http://www.darwinawards.com/darwin/darwin2009-04.html
Guardando in che direzione sta andando l'evoluzione in Italia, mi sento però in serio pericolo di vita.
Aiuto!
M.
PS il premio Darwin viene assegnato tutti gli anni a chi è morto da fesso. Con un'idiota in meno, la specie ne risulta migliorata.
mercoledì 6 gennaio 2010
Un po' come a Stoccolma
Entusiasmo per essere tornato. Tutto qui.
Ma la malinconia? Perché? Non me l'aspettavo affatto.
Non pensavo mi sarebbe dispiaciuto tornare a casa, che avrei sentito la mancanza dei luoghi che mi hanno ospitato per quasi un mese e che mi sarebbero mancati così evidentemente i miei compagni di avventura: é proprio vero, la bellezza di molti luoghi è negli occhi di chi li guarda.
Quest’ultimo viaggio mi ha dato incredibilmente molto, ma temo che troverò difficoltà a convincere chiunque a ripercorrerlo.
M.
sabato 2 gennaio 2010
Battiti
Mattina presto. Equipe medica al gran completo. Stanza 314.Paziente ancora affidato a morfeo.
Medico, alzando le tapparelle: buongiorno!
Paziente, socchiudendo gi occhi: mmmmm, buongiorno a voi!
Medico: oggi abbiamo il controllo, è una bella giornata, ed il suo tracciato è stato regolare tutta la notte. Come si sente?
Paziente: abbastanza bene. Qualche dolore sparso intorno alla ferita, ma bene.
Medico: le presento il professore xxxxx, il responsabile del reparto.
Paziente: professore xxxxx buongiorno e grazie di tutto.
Luminare: ma si figuri, è nostro dovere ed è poi un piacere vederla ogni giorno meglio. Facciamo un controllo. Si scopra il torace.
L'atmosfera diventa molto austera ed il professore appoggia il suo freddissimo stetoscopio sul torace del paziente.
Luminare: mmmmm
Il paziente, guarda interdetto, ma in gran silenzio. Forse rimasto senza fiato per il gelo dello strumento medicale.
Luminare, chiedendo all’equipe: che battito aveva ieri sera?
Medico: 85
Luminare: e la pressione?
Medico: 120/75
Luminare: c'è una eco
Medico: come?
Luminare: si, c'è una eco. Quasi un controtempo. Francamente non mi è mai successa una cosa del genere. Non capisco.
Medico: facendosi avanti anche con il suo freddissimo braccio flessibile: posso?
Luminare: prego
Medico: è vero, c’è un contro ritmo
Paziente, sempre più interdetto ed infreddolito: cosa significa?
Infermiere: che è il caso che tu spenga, oppure abbassi la musica del tuo lettore MP3, mentre ti visitano, o quantomeno che tu ti tolga le cuffiette da sotto la schiena.
M.
domenica 29 novembre 2009
va dove ti porta il cuore

Ennesima valigia pronta per essere chiusa ed ennesima sveglia all'alba. La destinazione stavolta non è di quelle che ti fanno battere il cuore, ma non mi lamento: tre settimane lontano da tutto possono solo farmi bene, anche se decidere non è stato facile. Non lo faccio certo a cuore leggero, ma tant'è: al cuore non si comanda.
Come sarà lo vedremo strada facendo. In ogni caso, butterò il cuore oltre l'ostacolo affinché tutto vada per il meglio, anche se affidare il mio cuore nuovamente a qualcuno non mi lascia affatto indifferente.
Strana sensazione, ne avevo perso evidentemente memoria, perché la ricordavo diversa, più coinvolgente: dal profondo del cuore in tutto il corpo. Speriamo non mi lasci però con il cuore spezzato.
Dovrei ancora finire alcune cose prima della partenza. Nonostante siano importanti, non ho affatto fretta. Cercherò nei ritagli di tempo che mi saranno concessi di non lasciare pendenze, ma con calma, senza farmi venire il cuore in gola.
Non ho mai avuto un cuore da leone, ma in questo caso sembra il coraggio non manchi. Ho organizzato tutto nei minimi dettagli con la freddezza di chi ha il cuore di ghiaccio: forse ho solo voglia, con tutto il cuore, di arrivare a destinazione. Di ritrovare le energie di un tempo. La voglia e la forza di fare.
Si, è per questo che stavolta parto. Per ricaricare la pompa.
Le energie torneranno, più di prima. Potete contarci, anzi mettetevi il cuore in pace!
lunedì 16 novembre 2009
Al volante
Intendo, guidato stabilmente, o forse ancora meglio, posseduto stabilmente.
L'ho fatto con inconsapevole soddisfazione.
Inconsapevole perchè la mia soddisfazione nel farlo, non è mai stata messa a confronto con una valida alternativa. Certo ho avuto qualche chilometro di fugace esperienza con tante altre, ma mai in modo da poter dare un giudizio solido, costruito sui tanti chilometri percorsi.
Oggi ho provato la novità: tedesca.
Molto bella, affascinante, energica, tecnologica, comoda ed equippagiata di tutto punto: ma in quanto ad affadibilità e tenuta di strada è stata un'esperienza davvero deludente.
M.
sabato 12 settembre 2009
C'è posta per me!
Ma non solo. Ci sono anche le emozioni piacevoli.
mercoledì 2 settembre 2009
La penalista
Da otto anni Carla affronta in questo modo le giornate importanti.
Lo ripete a tutti: "solo così si inizia alla grande".
Il parquet rende dolce il primo impatto fuori dal letto.
Attraverso la tenda rossa della sua camera intravede il chiarore di una giornata di sole.
Tutto è perfetto.
Oggi c'è l'udienza: diffamazione.
Carla è avvocato. Penalista.
Affermata, perchè vincente e determinata: il risultato soprattutto.
Carla è anche bella. Molto bella.
Bevendo il caffè, amaro, sta cercando di definire la sua strategia: come far condannare colei che ha accusato d'impotenza il suo cliente? Sono giorni che se lo chiede.
Chiamare tutte le precedenti partner a testimoniare il contrario?
Potrebbe funzionare, ma chiunque potrebbe insinuare che quanto di bello viene raccontato, sia solo un ricordo. Il tempo passa per tutti.
Ci vuole un'idea migliore. Qualcosa di inconfutabile.
Lasciarsi possedere sullo scranno del giudice? A lei nessuno resiste.
L'idea sembra buona: una prova evidente, immediata.
E se però non funzionasse? E se a 73 anni, senza il paradiso blu non dovesse succedere nulla? Oltre a perdere la faccia, ci rimetterebbe anche la causa.
Ci vuole altro, ma cosa?
Cosa può con certezza attivare il suo cliente provando così la grave ingiustizia subita nell'intimo più profondo?
Ci vuole tutto il popolo a sostenere questa causa: ci vogliono le erezioni anticipate!
M.
http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-24/denuncia-unita/denuncia-unita.html