Avvertenze

Non sono alla ricerca di rendere visibile questo spazio. Non m'interessa e scrivo quindi di conseguenza.
Lo sai da subito.
Viaggio moltissimo e qui appunto, quando ho voglia, quello che mi fa riflettere e mi tiene occupato oltre al lavoro durante i tanti spostamenti: libri, musica, cibo, posti da vedere, fantasie e riflessioni in generale. Sono queste, per ora, le aree principali dei post.


sabato 15 novembre 2008

Lubjanska

Questo si commenta da solo!

M.

PS visione consigliata ad un pubblico adulto!

domenica 26 ottobre 2008

Un cosa da nulla

Manifestare le proprie emozioni in pubblico credo sia per molti un desiderio irrefrenabile, per altri non necessariamente. Non è una cosa da nulla.
A me spesso imbarazza, ma è inevitabile se ti trovi a leggere "una cosa da nulla", il secondo libro di Mark Haddon, in aereo.

Ci sono libri da leggere tutto d'un fiato. Storie coinvolgenti: intrighi e passioni.
Per altri arrivare in fondo è solo questione di dare un senso alla lettura, oppure godere del colpo di genio.
Un cosa da nulla è un po’ di tutto questo, sotto le vesti di quello che sullo schermo potrebbe arrivare come commedia “all’americana”. Di quelle che a priori non possono piacerti, ma a posteriori ti fanno venire rabbia perché invece ti sono piaciute, ti hanno fatto anche riflettere molto e ti chiedi come sia possibile: "a me quel genere non piace".

Ma tant'è: un libro leggero, con punte di malinconia e trenta pagine finali di grandissimo divertimento.
Spiegare a chi ti siede accanto perchè stai ridendo a crepapelle?
Un cosa da nulla!
M.

martedì 21 ottobre 2008

Motivazioni


Spesso mi chiedo (e mi chiedono) chi me lo fa fare.
A girare come una trottola, a stare lontano da casa, a lavorare anche sedici ore al giorno, a vivere in albergo, a vedere solo occasionalmente le persone a cui vuoi bene.

Poi una mattina ti svegli alle quattro, esci dall'albergo ed il freddo ti taglia in due e tu sai che nella tua città ci saranno più tardi almeno 25 gradi.
Prendi la macchina, vai in aeroporto, voli, atterri, ti fai un'ora di taxi nel traffico caotico e alla fine arrivi in ufficio: riunione, di quelle difficili.
Devi essere concentrato e attento ad ogni singola parola (ovviamente non nella tua lingua) per il resto della giornata, mentre fuori piove. Troppo.

Non hai ancora iniziato ed hai già sei ore alle spalle.

Fai la tua riunione, arrivi alla fine del pomeriggio e ti sei "guadagnato la pagnotta". Saluti i colleghi e ti rimetti in taxi.

Ti fai lasciare a Notre Dame e t'incammini verso la Gauche. Li c'è Shakespeare & Co, una libreria inglese affianco ad un bistro: entri, sfogli qualche libro, ne senti il profumo e poi, con una crepe in mano, ti riavvii al tuo taxi.

Esattamente in quel momento pensi e capisci come proprio quella sveglia maledetta che ti ha tirato giù prima del panettiere, ti ha comunque portato in giro per l’Europa, facendoti sentire ogni volta comunque a casa.

Oggi Parigi, domani chissà: in ogni caso sempre sicuro di essere nel posto giusto.

Proprio questo me lo fa fare.

M.

sabato 18 ottobre 2008

Water melons and X-mas trees

Mosca è una città piena di contraddizioni. Questa è la mia impressione finale. Ricchezza ostentata oltre ogni limite (21€ una pepsi) e povertà assoluta. Bellezze architettoniche uniche come le bruttezze poco distanti. Matrone di duecento chili al fianco di modelle, mancate o future, ma comunque mozzafiato.
La durezza dello uno sguardo, cornice all’immancabile gentilezza. I volti freschi del mattino, nonostante la sbronza colossale della sera prima.
Ecco, la sintesi di tutto questo in una bancarella vista poco fuori della città: qualche albero di Natale accanto ad un cassa di cocomeri.

Che città!

M.

sabato 11 ottobre 2008

2, 3, 5, 7, 11.............

Nel momento in cui siamo presi della fobia del superenalotto, sono stato coinvolto da una lettura in cui i numeri svolgono un ruolo importante: "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte".

Il libro è particolarissimo. Intenso. Diverso. Un io narrante straordinario. Christopher è un adolescente autistico che si trova ad affrontare una quotidianità normale per i più, ma non per lui.

Mark Haddon, ha fatto un incredibile ed efficace "esercizio di stile" alla Queneau: una storia, in cui il punto forte, impattante, è proprio il modo in cui è raccontata.

La bellezza della scrittura mi porta quasi a trascurare, questa volta, la presenza di una bestemmia. Quest’anno è la quarta volta.

Forse mi sono ormai abituato alla novità, ma in questo caso l’ho trovata pertinente: necessaria a calarti nella drammaticità della situazione.

M.

http://books.google.com/books?id=3i44AAAACAAJ&dq=lo+strano+caso+del+cane+ucciso+a+mezzanotte&hl=it

sabato 4 ottobre 2008

Identità rubate

Non ho la passione di facebook, anzi, mi mette tristezza.

Tutti voglioni rivedere tutti.
Molta pigrizia di conoscere gente nuova e credo grande speranza di (ri)allacciare nuove conoscenze....bibliche. Anzi soprattutto, secondo me. Non a caso gli accessi ai social network, hanno superato quelli ai siti porno.
Se la matematica non è un opinione, ci sarà un motivo.

Ad ogni modo, a me facebook non piace.
L'ho guardato. Ci ho ragionato ed ho concluso: non mi piace, ribadisco.
Non lo sento utile. Non ho la sindrome verdoniana "da compagni di scuola".
Ho mille motivazioni per spiegare il mio rifiuto di avere un profilo li sopra.
Così per molto tempo gli amici, quelli che sento comunque, che vedo comunque, che fanno comunque parte della mia vita reale, e che in passato mi chiedevano di diventare anche miei amici on line (follia!), avevano capito le mie ragioni: non condividevano, ma rispettavano.

Da qualche tempo qualcuno di loro è tornato con aria boriosa e vittoriosa alla carica, e a dire il vero con un po' di risentimento.


Perché non ci accetti come amici?
Eh?
Si, su facebook.
Per accettarvi dovrei esserci anche io: non ci sono, non ci sarò e quindi non "vi accetto".
Sei un ipocrita: ti sei registrato e non vuoi noi come amici. Allora è chiaro: sei in caccia e basta.
Eh?
Sei su facebook, dai non fare il vago!
Non lo faccio affatto, non ne vedo il motivo. Non sono su facebook punto e basta.
Ma ci sei. Non ci sono dubbi.

Avete sentito mai parlare di OMONIMIA? Anzi nel mio caso direi, tentativi di imitazione (la modestia soprattutto)?
Sei veramente senza vergogna!!!



A quel punto, anche S. Tommaso avrebbe avuto delle perplessità. E come S. Tommaso ho verificato.

Ci sono eccome! Tre volte. Una anche con la foto.
Porca miseria, quella è proprio la mia foto!
Si, bruttina, ma è la mia foto senza dubbi. Ricordo esattamente il momento dello scatto (Gorizia, zingarata 2003).

Sono sempre stato convinto dell'esistenza di persone in grado di rubarti un pezzo di vita: quelle che ti illudono, quelle che ti deludono e quelle che se ne vanno portandosi via un po' di te.
Non mi sorprende questo.
Mi sorprende invece scoprire che ci sono in giro altri me. Questo non l'accetto. Accidenti. QUELLO SONO IO E NON VOGLIO ESSERE SU FACEBOOK.

Se poi qualcuno vuole prendersi il mio posto, entrare in contatto con persone che cercamo me, non può mica caversela con così poco.

Qui bisogna prendere il pacchetto completo (quasi, Nelly non la cedo): lavoro incluso.

Ecco allora la mia agenda del prossimo mese (e siamo solo all'inizio).

GP, sei avvisato.


M.

PS agli auguri ci penso io!

venerdì 12 settembre 2008

Il tempo

Quanto ne è passato, accidenti!
Dal mio ultimo post vero, da quando mi sono fermato a pensare seriemente a cosa fare. Da quando ho seriamente preso qualche decisione importante al di fuori del mio lavoro.
Quanto ne passerà ancora? Vedremo, ho buone prospettive. Qui almeno provo a recuperare con ciò in cui di tempo non ne ho perso: la lettura.

Ho letto abbastanza e qualcosa di cui lasciare traccia è rimasto:

- il migliore amico dell'orso di Arto Paasilinna, divertente ed intelligente;
- il vecchio e il mare di Ernest Hemingway, sempre fantastico;
- fiesta di Ernest Hemingway, non l'avevo letto ancora. Meraviglioso;
- il tailleur grigio di Andrea Camilleri, coinvolgentemente scontato;
- la cattedrale del mare di Ildefonso Falcones, lungamente strepitoso, almeno per chi, come me, adora Barcellona;
- solo i treni hanno la strada segnata di Gabriele Romagnoli. Alcuni spunti geniali, ma troppo diluiti in tutto il resto;
- la buena suerte di Alex Rovira Celma, Fernando Trias De Bes e Alex Rovira: una bella favoletta con morale.

M.

martedì 9 settembre 2008


giovedì 19 giugno 2008

No Comment!


M.

domenica 15 giugno 2008

Indietro tutta!

Sono rimasto indietro. Sono oberato di lavoro. Mi sono successe comunque molte cose: sono tornato a Napoli due settimane dopo e l'ho ritrovata sommersa dalla sporcizia: che peccato. Ho scoperto Camilleri: mai troppo tardi! Ho divorato "Se questo è un uomo": meraviglioso. Sono rimasto perplesso con il topo Firmino: incompreso! Ho storto la bocca con Fango: veramente pulp, pure troppo. Ho organizzato una vacanza per capodanno, senza avere la più pallida idea di cosa farò questa estate: posseduto! Guardando dei graffiti ho capito quanto troppo spesso siano solo vandalismo: Banksy è un grande, ma gli altri? Ho inserito il link a anobii e vediamo se funziona: promette bene.

In tutto questo continuo a chiedermi cosa fare: indeciso!

M.

mercoledì 14 maggio 2008

Napule è

lunedì 12 maggio 2008

Qualcosa in testa

La mia testa da oltre un anno non è più libera. Un pensiero ricorrente la occupa frequentemente.

Provo una profonda invidia per Giovanni Allevi: lui in testa ha la musica. La sua musica: lettura piacevole atraverso aneddoti divertenti e riflessioni importanti.

Piacevole, appunto!

M.

domenica 27 aprile 2008

Saggezza

"Impara, conosci, fai nuove esperienze. Più che puoi. Accumulerai una ricchezza che nessuno potrà mai portarti via: il sapere".

Ho ricevuto questo consiglio. Lo trovo molto bello, giusto ed incredibilmente saggio.
M.

mercoledì 16 aprile 2008

Tecnologia nipponica: memorie confuse di un viaggio strepitoso

Del Giappone mi hanno colpito molte cose.
Su tutte i contrasti: antico e moderno, progresso e tradizione.

Difficile spiegarlo, difficile trasferire questa sensazione senza banalizzarla.

La cosa migliore è "esemplificarla: buona visione!

M.

domenica 13 aprile 2008

Non c'è due senza tre: ci risiamo!

Sicuramente ho cambiato il genere delle mie letture: in meno di un mese è la terza volta. Si, la terza volta di una bestemma.

L'ho già scritto, non mi era mai successo in un'intera vita.

Bestemmiare mi ha sempre dato fastidio, così leggerla mi fa sentire violato, irrispettato.

Voglio lanciare un logo tipo Intel: "bestemmia inside". Il lettore, ignaro e forse un po' bigotto, è preventivamente avvisato.

A parte questo, "io non ho paura" è un bel libro. Intenso e piacevole.

Chi ha passato da qualche anno la trentina, sicuramente poi, si ritrova nelle atmosfere di gioco estivo narrate nel libro: eccezionali le gare in bici, le penitenze e la semplicità dello stare insieme.

M.

http://books.google.it/books?id=WXMgGQAACAAJ&dq=io+non+ho+paura

giovedì 10 aprile 2008

Addirittura!

Dell'ultimo libro letto non mi limito a postarne un commento: lo pubblico tutto!
L'Iliade messa in prosa da Baricco vale la pena di essere letta: non ricordavo tanta bellezza.

Operazione letteraria compiuta per adattare il testo alla lettura in pubblico: la narrazione ti tiene incollatto fino all'ultima pagina. La storia è sempre meravigliosa.

Geniale la formula: una seriae di monologhi mediante i quali la storia è nerrata. Uno per ciascuno dei personaggi principali dell'opera. Tranne gli dei. Quelli no. Baricco li ha rimossi per raggiungere il risultato di sintesi necessaria.

Nel link riporto il testo integrale dell'opera: è pubblicato da books.google, un altro servizio straordinario offerto dal motore di ricerca.
Frutto di accordi con editori e le principali biblioteche del mondo, in questo spazio le ricerche avvengono tra i testi e sono disponibili on line centinaia di migliaia di opere integrali.

Buona ricerca e soprattutto buona lettura (sui libri di carta!).

M.

http://books.google.it/books?id=eU8v_TksSkEC&dq=baricco+iliade&pg=PP1&ots=lLdrJJGC9Q&sig=YPO8z7O1NqE7Nuh2QO58pH7fOYc&hl=it&prev=http://www.google.it/search?hl=it&q=baricco+iliade&sa=X&oi=print&ct=title&cad=one-book-with-thumbnail#PPP1,M1

lunedì 7 aprile 2008

I sensi della lettura

Mi sono spesso chiesto se leggere sia solo un fattore visivo. Se per godere appieno di una storia sia necessaria solo la vista.

Ancora una volta Pepe Carvalho dimostra il contrario: seguire le vicende dell'investigatore catalano è un'esperienza da fare coinvolgendo anche il gusto.

Trovo inoltre geniale, in questo caso, la massima: "non mangiare è questione di denaro, mangiare bene è questione di cultura*".

Nel complesso i tre racconti sono piacevoli. Certamente non straordinari.

La lettura mi ha fatto venire voglia di cucina spagnola. Mi sono avventurato a "la Tramoia", in zona don Orione - Roma.

Esperienza da non ripetere: attenzione al cliente assente e soprattutto cibo non fresco: incredibile il pesce maleodorante della paella. Imbarazzante il prosciutto delle confezioni sottovuoto spacciato come Jamon serrano tagliato al coltello.

Assolutamente da evitare. Carvalho avrebbe fatto arrestare il proprietario!

M.

*Nel post originale avevo erroneamente scritto soldi

venerdì 4 aprile 2008

Lezioni di storia al telefono

Sono realmente basito. Ma come si fa? Come è possibile fare una figura del genere? Non sarò mai un top manager al livello di questo di Telecom Italia, è chiaro. Io non potrò mai vivere i momenti di gloria. Non avrò mai la mia caporetto:)!

M.

PS con grande maestria ho rimosso il video e non riesco più ad inserirlo: http://it.youtube.com/watch?v=D5FSE_m3OOU

mercoledì 2 aprile 2008

Tra finzione e realtà: ma fino a che punto?

Cronaca o romanzo? La domanda è ricorrente leggendo questo libro. Mi è piaciuto. Il passaggio dalla storia alla cronaca è molto sottile e la lettura diviene piacevolmente surreale. Sicuramente non un capolavoro, ma certamente piacevole.

Interessanti alcuni spunti decisamente credibili e veramente inquetanti.

M.

mercoledì 26 marzo 2008

La strana coppia

Ci sono situazioni inattese. Inattese sono state anche le similitudini tra gli ultimi due libri letti: "Gomorra" di Roberto Saviano e "Diario di Scuola" di Daniel Pennac.

Innanzitutto la bestemmia. Non mi era mai capitato di leggere un testo in cui fosse riportata in modo esplicito. In entrambi i casi mi ha sorpreso, come mi ha sorpreso la coincidenza: mai in una vita, due volte in una settimana.

Ci sono comunque affinità più importanti tra i due libri. Tra tutte la passione. Non quella raccontata, ma quella fortissima di chi ha scritto per la propria terra, nel primo caso, e per l'insegnamento nel secondo.

Mi piace particolarmente, poi, il messaggio di impegno che emerge in entrambi: il mezzo verso il risultato.

Mi piacerebbe far leggere questi due libri a chiunque abbia figli. Sono certo troverebbe spunti interessanti.

M.

venerdì 7 marzo 2008

La resa: c'è sempre una prima volta

Non ce l'ho fatta. Dopo essere stato fermo su "Amsterdam" di McEwan per quasi un mese, ho deciso di avvalermi del diritto di non leggerlo: abbandono ufficialmente questa lettura. Quando lessi "come un romanzo" di Pennac, mi chiesi se un giorno mi sarei avvalso del diritto alla rinuncia: quel giorno è arrivato. La storia non mi ha mai preso, anche se temo che la lingua in questo caso abbia pesato. Riproverò più in la, per ora sono stato catturato da Gomorra.

M.

mercoledì 27 febbraio 2008

Pronti, partenza: imodium!

Imbarco, rullaggio, motori al massimo: si parte. Prima piano, poi sempre più veloci. Ci alziamo, anzi no, ci schiacciamo a terra. Inchiodiamo. Motori sempre al massimo, ma questa volta per frenare: problema tecnico, decollo abortito. Ora lunga coda ai bagni.

Ho una mia teoria sui voli, anzi sugli incidenti aerei. Se il viaggio è per vacanza, meglio l'incidente al ritorno: si è comunque fatta una vacanza in più. Se il viaggio è di lavoro, allora è meglio incidente all'andata: si lavora una settimana in meno. Io stavo andando a Londra in ufficio: l'ho presa con estrema tranquillità.

M.

venerdì 22 febbraio 2008

Passeggiando per Tokyo

video

Ho camminato per oltre dodici ore, anzi ho vagabondato. Mi sono perso più volte e sinceramente la cosa mi ha dato un enorme piacere. Sono affascinato da Tokyo, dalla gentilezza della gente e dai contrasti: nuovo e antico, tradizione ed innovazione. Ho registrato questo video avvicinandomi alla torre di Tokyo. Non avevo le cuffiette e ho iniziato a sentire un suono cupo e profondo. L'ho seguito e mi sono ritrovato nel tempio Zojoii.
L'atmosfera surreale mi ha dato un'energia incredibile: sono salito fino in cima alla torre.

Ora si riparte, mi aspetta un'altra giornata in giro: il santuario Meiji ed Odaiba.

M.

giovedì 21 febbraio 2008

Analogie: Lost in Translation


Anche se non c'è la mia foto sui cartelloni pubblicitari, mi sento un po' Bill Murray.
L'abergo è lo stesso, sono stordito dal fuso orario e ho voglia di perdermi per la città.
L'unica differenza che lo farò di giorno: questa mattina mi sono svegliato godendo di una vista straordinaria. Finalmente un po' di tempo libero. Finalmente alla scoperta di Tokyo.
M.

venerdì 15 febbraio 2008

un 10 per l'Italia

Sono a Roma, finalmente. Ogni volta mi chiedo perchè abbia dato priorità al mio lavoro. Adoro la mia città ed in generale mi piace stare in Italia: anche quando sono a Monza mi sento finalmente a casa. Una casa che oggi corre il pericolo di essere ancora una volta svaligiata. Per questo motivo ho fatto una lista di 10 persone. Il mio 10 per l'Italia: amici e buoni conoscenti. Votano a destra oppure per una sinistra non di governo. Voglio cercare di convincerli a preferire il partito democratico. Non un voto contro Berlusconi, ma finalmente un voto per un progetto. Io ci credo e per questo dedicherò il mio tempo a ciascuno di loro, confrontandomi apertamente. Questo è un blog sconosciuto, ma se per caso passi di qui, fa la tua lista di 10 persone e attivati. Non lasciare che i ladri ci entrino in casa. Lo fai per te, per me e per chi verrà dopo.

M.

PS se non voti partito democratico o Italia dei valori, mi piacerebbe conoscerne i motivi.

mercoledì 13 febbraio 2008

The Dutch Tuna

I finally manage to write something on food: the incredibly good tuna fish you can have in Amsterdam. Thanks to its large grill, "Bistro la forge de Alberto" is serving what I consider an Amsterdam must to have. Easy to find on Leidsedwarsstraat 26, it is a warmly and nice place, despite very much touristic. All the rest not to miss of the XXX city, I am pretty sure is already well known. Enjoy the fillet with an advocato salad, and look around: if you see somebody there reading a book, you could probably tell me personally if I was right or not.

M.

Bistro Le Forge de Alberto
Korte Leidsedwarsstraat 26
T 0031 (20) 6240095

lunedì 11 febbraio 2008

Attenti ai borseggiatori

In questi giorni di riscaldamento della campagna elettorale, la moralità sembra assumere un ruolo centrale: essere onesti è l'elemento distintivo. Che tristezza. Lo scontato, il minimo, diventa l'esclusivo, il riferimento. Il modello cui ambire. Lo stesso vale per i nostri rapporti. Ho sentito molte volte amici cercare nell'onestà il valore di riferimento per apprezzare il proprio compagno, la propria compagna. Il nostro desiderio di sicurezza prevale sull'emozione. Ho fatto anch’io questo errore: fatale. L'onesta non può bastare, pretendiamo altro e mettiamo in conto di essere svaligiati. Si vive meglio, si evitano delle delusioni pesanti e soprattutto si ottiene di più dalla vita e forse anche dalla nostra classe politica. Pretendere per ottenere, facendo comunque attenzione: qualcuno gira ben camuffato.


M.

domenica 10 febbraio 2008

finally live!


Alexander, Barbara, Cem, Chris, Christine, Claudio, David, Dirk, Edwin, Flip, Francesco, Gopal, James, Jay, Lynn, Marylene, Merce, Nilesh, Nitin, Paula, Pim, Ricard, Roger, Serge, Silvia, Stefanie, Susanna, Thomas, Vijay, Vijayaragavan, Wolfgang.

Sono particolarmente grato a tutte queste persone. Paula su tutte.


M.

lunedì 4 febbraio 2008

Legami

Perchè in una sala dotata di wi-fi tutti preferiscono utilizzare una connessione via cavo? La tecnologia temo c'entri poco. La risposta è altrove: non siamo capaci di lasciarci alle spalle i legami passati, anche quando ormai non servono più a niente. Intralciano, lo sappiamo benissimo, ma le nostre abitudini sono più forti della ragione, del nostro buon senso.

M.


sabato 2 febbraio 2008

Viviamo nel mondo che abbiamo sognato

La televisione la guardo poco, ma la sera dell'11 settembre sapevo già da giorni che l'avrei vista: la Roma giocava la champions league contro il Real Madrid all'Olimpico ed io ero a Milano. Ovviamente quella sera ho visto altro. Qualcosa che mi ha colpito più delle torri che si accasciavano: l'esultanza per quanto accaduto, di persone semplici, madri di famiglia e ragazzi. Da quel momento ho iniziato a chiedermi incessantemente da dove potesse venire tanto odio. Cosa avessimo potuto fare loro di così devastante da portarli a gioire difronte ad un massacro di quella portata. John Perkins mi ha fornito alcune risposte con "confessioni di un sicario dell'economia" (minimum fax-2005) .
Decisamene bello.

M.

domenica 27 gennaio 2008

New York

La grande mela mi ha conquistato in tutte le sue forme.
Dovrei fare anche io come Giacomo e prendermi un giorno in più: lo dedicherei al ponte di Brooklyn, trovando il coraggio di attraversarlo a piedi fino in fondo. Del libro mi ha emozionato l'ambientazione. Storie legate a città di cui sono innamorato mi piacciano di più: New York qui è raccontata con discrezione e trasporto.
Una bella lettura alla Fabio Volo con diversi consigli utili sulla città e su……
M.

PS mi ha dato la stessa emozione di "Tatuaggio" con cui sono tornato a Barcellona ed Amsterdam (Vázquez Montalbán 1972) e "L'ombra del vento" che invece mi ha riportato solo a Barcellona (Carlos Ruiz Zafon 2004)

giovedì 24 gennaio 2008

To be or not to be

A quanto pare il mio dubbio si è chiarito, o meglio, ho una certezza di meno: non sono uno stronzo. Sono certo che se leggessero la mia affermazione (cosa assai improbabile), molti ne dubiterebbero. Beh lo farebbero sbagliando, almeno secondo le ironiche teorie di Robert Sutton. Il suo libro contiene un test: l'ho fatto e sono risultato negativo!
Libro divertente anche se a volte banale: se ne può fare a meno, ma leggerlo non disturba.
M.

La casta

Ci sono molte conferme e diverse sorprese.
Leggere un paio di capitoli, anche a caso, credo faccia bene a chiunque: da non perdere comunque l'inizio.



Tragicamente brillante.

M.

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